Ogni 30 luglio si celebra la Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, istituita dalle Nazioni Unite per accendere i riflettori su uno dei fenomeni più gravi e nascosti del nostro tempo. È una ricorrenza che tocca da vicino chi, come ITM, lavora ogni giorno a fianco delle istituzioni nei contesti in cui le vittime possono essere identificate e protette.
Cos’è e da dove nasce
La Giornata è stata istituita dalle Nazioni Unite e si celebra il 30 luglio dal 2013. La tratta di esseri umani è lo sfruttamento di persone attraverso l’inganno, la coercizione o la violenza — a fini sessuali, lavorativi o di altro tipo — e colpisce ogni anno un numero enorme di persone in tutto il mondo, spesso invisibili perché intrappolate nella paura e nell’isolamento linguistico e sociale.
Perché le vittime sono difficili da riconoscere
Chi è vittima di tratta raramente si presenta come tale: spesso non conosce la lingua del paese in cui si trova, non si fida delle istituzioni, teme ritorsioni. I segnali di vulnerabilità possono emergere in modo indiretto, in un’audizione per la protezione internazionale, in uno sportello, in un colloquio sanitario. Saperli cogliere richiede competenze che vanno oltre la traduzione delle parole.
Il ruolo dei servizi linguistici e della mediazione
È qui che la mediazione linguistico-culturale diventa uno strumento di protezione. Chi svolge questo lavoro non traduce soltanto: contestualizza, coglie i codici culturali, riconosce i segnali di una possibile situazione di sfruttamento che altrimenti resterebbero invisibili. Per questo, nei contesti a contatto con potenziali vittime, servono interpreti e figure di mediazione formate specificamente, capaci di operare con competenza, neutralità e attenzione alla persona.
Il contributo di ITM
Da quasi vent’anni ITM affianca istituzioni, prefetture, questure ed enti di accoglienza nel sistema asilo, mettendo a disposizione interpreti e figure di mediazione qualificate in oltre 300 idiomi, tra lingue ufficiali e dialetti rari e rarissimi, con una rete di oltre 10.000 professioniste e professionisti madrelingua e le certificazioni UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 17100:2017. Il 30 luglio, per noi, è l’occasione per ricordare che la qualità linguistica può fare la differenza tra una vittima che resta invisibile e una persona che viene finalmente ascoltata.


